Bio in cifre, aumentano aziende ed ettari coltivati

Nel corso del 2015 sono stati convertiti a biologico oltre 104.000 ettari. Nel corso del 2015 sono stati convertiti a biologico oltre 104.000 ettari.

La fotografia del mondo del biologico in Italia aggiornata al 31 dicembre 2015 ci arriva con il rapporto “Bio in cifre” curato dal Sinab, il Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica (progetto del MiPAAF, gestito da ISMEA e IAMB).


In Italia le imprese inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica sono 59.959 di cui: 45.222 produttori esclusivi; 7.061 preparatori esclusivi (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio); 7.366 che effettuano sia attività di produzione che di preparazione; 310 operatori che effettuano attività di importazione. Nel corso del 2015 hanno quindi scelto di convertire la propria impresa oltre 4.500 operatori. Rispetto ai dati riferiti al 2014 si rileva un aumento complessivo del numero di operatori dell’8,2%.
La superficie coltivata secondo il metodo biologico risulta pari a 1.492.579 ettari, con un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 7,5%. Nel corso del 2015 sono stati infatti convertiti a biologico oltre 104.000 ettari.
In percentuale sul totale della superficie coltivata in Italia (ISTAT SPA 2013), il biologico arriva quindi ad interessare il 12% della SAU nazionale, dato che cresce, rispetto allo scorso anno, di quasi un punto percentuale. Le aziende agricole biologiche rappresentano, invece, il 3,6% delle aziende agricole totali.
Le Regioni in cui sono presenti il maggior numero di operatori biologici sono la Sicilia (11.326, con un incremento di oltre il 17% rispetto al 2014), la Calabria (8.684, che, al contrario, registra un leggero decremento rispetto all’annualità precedente), la Puglia (6.685, con un incremento dell’1,3%). In queste Regioni si concentra circa il 45% del totale degli operatori italiani.
Anche per quanto riguarda le superfici biologiche, il podio spetta a queste tre regioni: prima la Sicilia con 303.066 ettari, quindi la Puglia con 176.998 ettari e infine la Calabria con 160.164 ettari. La superficie biologica di queste tre Regioni rappresenta il 46% dell’intera superficie biologica nazionale.
Le Regioni con una maggiore incidenza percentuale delle superfici biologiche sul totale delle superfici coltivate sono: la Calabria, in cui le superfici biologiche superano il 31% delle superfici totali, seguita dalla Sicilia con il 25,1% e dal Lazio e dala Toscana a parimerito al terzo posto con il 18,7%.
I principali orientamenti produttivi in Italia sono le colture foraggere (281.907 ha), i pascoli (257.263 ha) e i cereali 8226.042 ha). Segue, in ordine di estensione, la superficie investita ad olivicoltura (179.886 ha).
Anche per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali specie allevate, i dati evidenziano rispetto allo scorso anno un aumento consistente, in particolare per bovini (+19,6%) e pollame (+18,2%); buono l’incremento anche per equini (+10,6%) e caprini (+8,8%).
Le aziende impegnate nel settore dell’acquacoltura biologica raggiungono quota 42, con una maggiore concentrazione nelle Regioni del Veneto (14 imprese) ed Emilia Romagna (11 imprese). Nate le prime esperienze di questo tipo ancche in Umbria, Lazio e Campania.

Last modified onSabato, 28 Gennaio 2017 11:25
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