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30 giugno - 9 settembre. Cicloturismo, 39 km lungo la Linea Gotica

La Linea Gotica misurava 320 km. La Linea Gotica misurava 320 km.

Percorso cicloturistico di circa 39 km di media difficoltà dove si fondono storia e natura tutti i sabati e le domeniche dal 30 giugno al 9 settembre nel cuore dell’Appennino bolognese alla scoperta della Linea Gotica.

 

La Linea Gotica - L'itinerario - lungo  strade asfaltate e sterrate - consente di scoprire l’importante periodo storico che ha lasciato tracce indelebili sull’appennino tosco emiliano. Parliamo della Linea Gotica, il sistema difensivo preparato dai tedeschi nel corso del 1944 lungo tutto il crinale appenninico per fermare l’avanzata alleata. La linea difensiva si estendeva dall’Adriatico al Tirreno, da Pesaro a Marina di Massa. Lunga 320 chilometri, tagliava in due l’Italia. La sua costruzione, il suo mantenimento, le battaglie che si combattono a ridosso di tale linea, determinano un periodo lungo, dai primi mesi del 1944 all’aprile 1945, durante il quale i territori circostanti e le popolazioni ivi residenti sono direttamente coinvolti negli eventi bellici.

 

Il percorso - Partenza da Gaggio Montano (BO) con passaggio dal centro storico e come prima tappa la visita al Faro, grande blocco ofiolitico che sovrasta il paese conferendogli un aspetto del tutto particolare. È attorno al Sasso che si sviluppa il caratteristico nucleo antico con le sue emergenze architettoniche e percorso da suggestive viottole. Nella seconda metà del ‘500 venne collocato sulla sua sommità un piccolo edificio con orologio e campana, che venne sostituito nel 1951 con l’attuale Faro dei Caduti della Montagna, dalla terrazza belvedere del quale si può godere uno splendido panorama.
Seconda tappa Santuario della Madonna degli Emigranti, situato sul crinale di Ronchidoso, a oltre 1000 metri di altezza, si attraversano boschi, castagneti e ampi prati. Fu eretto da mons. Meotti al centro di una vasta abetaia purtroppo devastata dalla guerra ma che, comunque, conserva specie botaniche rare. All’interno è custodito un dipinto su tela dei primi del Novecento raffigurante la Fuga in Egitto, esempio di tutti coloro che hanno dovuto lasciare la loro terra per cercare in paesi stranieri un lavoro e migliori occasioni di vita. Una lapide posta sotto il porticato, ricorda la costituzione della brigata partigiana "Giustizia e libertà" e la visita del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scàlfaro (1982). Da non sottovalutare l’indicazione del Cason dell’Alta dove, in un piccolo sacrario, sono raccolti i resti di alcune delle vittime dell’eccidio nazista del 1945.
Si prosegue per raggiungere la terza tappa Monte Belvedere e il monumento alla 10a Divisione da Montagna. Questa vetta rappresentò uno dei principali baluardi difensivi tedeschi ai ripetuti attacchi di americani e partigiani. Soltanto il mattino del 20 febbraio 1945, dopo l’avvio di un importante Operazione e un’aspra battaglia, i “mountaineers” americani della 10a Divisione da Montagna riuscirono a cacciare i tedeschi dalla vetta. Il monte Belvedere era stato già conquistato per alcune ore nel novembre ‘44 dai partigiani della Divisione Modena Armando che dovette poi ritirarsi date le forze insufficienti a mantenerne la posizione. Pausa pranzo all’aperto in agriturismo tipico con prodotti km 0 e rientro, attraversando la località Abetaia, previsto a Gaggio Montano verso le ore 17 su percorso misto.

Il percorso potrebbe subire variazioni.
Evento in collaborazione con Accademia Nazionale di Mountain Bike
Per informazioni e prenotazioni: Maria 347 4970664 - Luigi 393 9715829

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