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6 novembre 2019, Rimini, Presentazione 25° Rapporto annuale Responsible Care

Nel corso di Ecomondo, il salone internazionale dedicato allo sviluppo sostenibile, alla fiera di Rimini, il 6 novembre si svolge la presentazione del 25° Rapporto annuale Responsible Care di Federchimica.

Responsible Care è il programma volontario dell’industria chimica mondiale, con il quale le imprese, attraverso le federazioni e le associazioni chimiche nazionali, si impegnano a realizzare valori e comportamenti di eccellenza, nelle aree della sicurezza, della salute e dell’ambiente, per contribuire allo sviluppo sostenibile del pianeta.

E' adottato in Italia da 164 imprese associate a Federchimica che, con 30,2 miliardi di euro, rappresentano circa il 54% del fatturato aggregato dell’industria chimica del Paese.

Il 25° Rapporto annuale Responsible Care illustra i miglioramenti compiuti dalle imprese chimiche nelle tre dimensioni della sostenibilità: sociale, ambientale ed economica.

L'apertura dei lavori, affidata a Paolo Lamberti, Presidente Federchimica, è prevista per le 18. Itervengono Diana Bracco, Presidente Gruppo Bracco, Gerardo Stillo, Presidente Programma Responsible Care Federchimica, Nora Garofalo, Segretaria Generale FEMCA - CISL. Seguono l'assegnazione del Premio Responsible Care 2019 e le conclusioni, affidate a Massimo De Felice, Presidente INAIL.

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Premio Federchimica Giovani: 26 premi a ragazzi delle scuole medie

“Chimica: la scienza che muove il mondo” è stato il tema del Premio Nazionale Federchimica Giovani per l’anno scolastico 2017-2018. Il concorso ha visto la partecipazione di oltre 400 candidati delle scuole medie di tutta Italia (coinvolti in totale 6.000 studenti) che, da soli o in gruppo, hanno espresso la propria visione della chimica, una scienza che purtroppo è ancora condizionata da stereotipi e fake news.
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Chimica, 25 anni di responsible care

Presentato oggi a Milano il bilancio di Responsible Care, il programma volontario gestito da Federchimica con cui l’industria chimica in Italia persegue lo sviluppo sostenibile. Un quarto di secolo di lavoro che ha consentito di raggiungere risultati significativi. L’industria chimica continua ad essere uno dei settori manifatturieri più virtuosi in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: gli infortuni e le malattie professionali, rapportate alle ore lavorate, sono diminuite al ritmo medio annuo rispettivamente del 5 e del 6% negli ultimi sette anni.

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Strategia italiana sulla bioeconomia, pronti, via!

Ieri presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma è stata ufficialmente presentata la strategia nazionale sulla bioeconomia, in concomitanza con la Giornata Informativa Nazionale del bando 2017 dell’iniziativa Bio Based Industries Joint Undertaking – BBI JU. Obiettivo, entro il 2030 aumentare del 20% il valore della produzione e del 15% l'occupazione nel settore.

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L'industria chimica ha ridotto del 95% le emissioni rispetto al 1989

L’industria chimica ha ridotto drasticamente il suo impatto sull’ambiente: circa il 95% in meno di emissioni inquinanti in atmosfera e oltre il 75% negli scarichi idrici rispetto al 1989.
Inoltre, ad oggi, l’industria chimica in Italia ha ridotto del 62% le emissioni di gas serra e migliorato la propria efficienza energetica del 50% ed è già abbondantemente in linea con gli obiettivi indicati dall’Unione Europea, a livello Ue, per il 2020 e per il 2030.

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Chimica e ambiente, con Responsible Care

Chimica e ambiente, con Responsible Care

Presentato oggi a Roma il Rapporto Responsible Care, ovvero il bilancio di sostenibilità dell’industria chimica, che secondo dati Inail è il settore con il minor numero di malattie professionale e il secondo con il minor numero di infortuni rapportato alle ore lavorate dai dipendenti.
Sotto il profilo ambientale, le emissioni inquinanti in atmosfera sono scese di circa il 95% e quelle negli scarichi idrici del 65%, rispetto al 1990. In particolare le emissioni di gas serra sono state ridotte del 68%; già dal 2005 il settore è dunque già in linea con l’obiettivo UE, che ne impone una riduzione del 20% a livello europeo entro il 2020.
Inoltre, va registrato un calo notevole dei consumi energetici, in valore assoluto, del 38,2% rispetto al 1990. Nonostante la crisi economica abbia inciso in parte su questa riduzione, il miglioramento comunque conseguito è testimoniato dall’Indice di efficienza energetica (calcolato a parità di produzione) che migliora del 44,9%.

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