Avvertenza: questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie si veda l'informativa sui cookie.

Protesta per il clima, il Global Climate Strike For Future dei giovani di tutto il mondo

Il Global Strike for Future del 15 marzo 2019 a Ferrara. Il Global Strike for Future del 15 marzo 2019 a Ferrara.

Clima al centro del dibattito pubblico anche grazie a Greta Thunberg, la ragazza svedese che nel 2018, a soli 15 anni, ha dato vita a una protesta per il clima davanti al Parlamento a Stoccolma. Un venerdì dopo l'altro, la giovane si si è recata nello stesso posto, si è seduta a terra e ha chiesto senza stancarsi il rispetto di quanto sancito dall'Accordo di Parigi.

Il passa parola ha fatto il resto e oggi la rete a lei ispirata si è diffusa in tutto il mondo, culminando nella manifestazione di oggi, venerdì 15 marzo, con il Global Climate Strike For Future: migliaia di ragazzi di decine di Paesi hanno protestato (e scioperato) per chiedere che venga riconosciuta l'emergenza clima globale, per assicurare un futuro a loro e alle generazioni che verranno. 1693 le iniziative organizzate in altrettante località, delle quali 182 italiane.

Il discorso di Greta Thunberg alla COP24 di Katowice, Polonia:

Moltissimi amministratori locali in tutt'Italia si sono uniti agli studenti che sono scesi in piazza per chiedere alla politica di garantire loro un futuro e adottare gli adeguati provvedimenti contro i cambiamenti climatici.All'evento hanno dato il loro appoggio anche numerosissime organizzazioni.


Il CREA, l’ente di ricerca sull’agroalimentare vigilato dal Mipaaft, con i suoi 12 Centri di Ricerca ha presentato parte del lavoro in corso per prevenire, mitigare e contrastare gli effetti del cambiamento climatico in agricoltura, nell’alimentazione e nell’ambiente.

I giovani agricoltori della Coldiretti hanno partecipato in piazza Venezia a Roma, guidati dal leader nazionale Veronica Barbati, al Global Strike for Future Su cartelli e striscioni le scritte “Save the planet, buy local”, “Noi agricoltori custodi del pianeta”, “No farmers no party”.

Sempre a Roma, l’urban artist romano Matteo Brogi, da anni attivo nel movimento artistico e culturale underground della Capitale, realizza un graffito in zona San Lorenzo - Via dei Sabelli angolo Via dei Sardi - con la pittura Airlite, che purifica l’aria e riduce l’inquinamento. L’opera è ispirata alla campagna globale sulla giustizia ambientale di Ben & Jerry’s e rappresenta l’iconica immagine del cono di gelato che si scioglie.

Per Edo Ronchi, ex ministro dell'ambiente e presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, "bene la mobilitazione, ma l’Italia non fa la sua parte". “Per essere in traiettoria con l’Accordo di Parigi -osserva Ronchi- nel prossimo trentennio l’Italia dovrebbe tagliare, in media ogni anno, le proprie emissioni di gas serra di circa 13 MtCO2eq: un tasso di riduzione dal quale siamo stati ben lontani negli ultimi 4 anni, anche se inferiore a quello registrato nel decennio 2005-2014. Per stare in questa traiettoria l’Italia dovrebbe produrre ogni anno circa 1,5 Mtep di energia da fonte rinnovabile in più e ridurre i consumi energetici finali di altrettanto, mentre negli ultimi 4 anni la crescita delle rinnovabili è stata di circa 0,5 Mtep, un terzo del necessario e i consumi di energia sono addirittura aumentati”.
Per Ronchi, misure come quelle necessarie per fare la nostra parte sono fattibili , ma impegnative . “Possono diventare una straordinaria occasione- conclude- di nuovo sviluppo e nuova occupazione, ma sono urgenti. Dovevano essere già state varate, non possono aspettare futuri piani al 2030 e al 2050”.

back to top

Sezioni

Economia

Lifestyle

Green

 

Chi siamo

Seguici