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Ambiente

Cnr-Ca' Foscari: spiagge a rischio per l’aumento di CO2

Dune e spiagge potrebbero modificare il loro aspetto per l’aumento di emissioni di anidride carbonica in atmosfera, già tra le concause del cambiamento climatico in atto. A svelarlo un lavoro coordinato dall’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ias) di Oristano, svolto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia.

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Maltempo, Veneto in ginocchio. Attivato conto corrente solidarietà

Per fronteggiare le devastazioni provocate dall’ondata di maltempo che ha colpito il Veneto (ma anche altre regioni del Nord Italia), e creare disponibilità finanziarie da utilizzare in aiuto alle popolazioni colpite, la Regione, oltre ai vari passi formali per ottenere sostegni pubblici nazionali, fa appello anche alla solidarietà degli italiani e dei veneti.

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Calamità naturali. Foreste, abbattuti 8 milioni di metri cubi di legno

Il forte vento di scirocco, che ha colpito il 30 ottobre tutta l’Italia del Nord con raffiche stimate intorno ai 140 km orari, ha provocato ingenti danni alle aree forestali italiane.
I numeri sono impietosi: in un giorno sono stati abbattuti tanti alberi quanti se ne abbattono in tutta Italia in un anno di attività selvicolturale, per una quantità di circa otto milioni di metri cubi di legno.

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Gli effetti dell’inquinamento indoor sugli Sherpa

Ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche hanno condotto uno studio sulla montagna himalayana per verificare gli effetti dell’inquinamento indoor sul sistema respiratorio e cardiocircolatorio della popolazione locale. Il lavoro, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di scienze biomediche e chirurgico specialistiche dell’Università di Ferrara e con l’Università di Pisa, è in via di pubblicazione sulla rivista European Journal of Internal Medicine.

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Oms, aria inquinata uccide 7 milioni di persone ogni anno

Mentre il mondo diventa più caldo e affollato, i nostri motori continuano a pompare emissioni sporche e metà del mondo non ha accesso a combustibili o tecnologie pulite, l'aria che respiriamo è sempre più inquinata: nove persone su dieci respirano aria inquinata, che uccide 7 milioni di persone ogni anno.

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Inquinamento atmosferico, quello da traffico tra i maggiori imputati

Secondo il rapporto dell’AEA (Agenzia europea per l'ambiente) «Air quality in Europe – 2018 reporten» (Qualità dell’aria in Europa – rapporto 2018), il trasporto su strada è una delle principali fonti di inquinamento atmosferico in Europa, in particolare di inquinanti nocivi quali il biossido di azoto e il particolato. Ma anche le emissioni provenienti dall’agricoltura, dalla produzione di energia, dall’industria e dai nuclei domestici contribuiscono a inquinare l’atmosfera.

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Microplastica anche nel sale da cucina

Una recente ricerca scientifica, pubblicata sulla rivista internazionale Environmental Science & Technology, nata dalla collaborazione tra Greenpeace e l’Università di Incheon in Corea del Sud, rivela che addirittura 36 dei 39 campioni di sale da cucina analizzati (quindi oltre il 90%), provenienti da diverse nazioni inclusa l’Italia, contenevano frammenti di plastica inferiori ai 5 millimetri, meglio noti come microplastiche. 

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Smog, le piante mangia polveri di Coldiretti

Agli alberi è affidata anche una importante funzione anti smog: possono infatti essere in grado di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell’arco di vent’anni di vita, bloccando anche le pericolose polveri sottili PM10 e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde e afose. E’ quanto emerge da uno studio di Coldiretti presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio sulle piante più adatte a battere l’inquinamento atmosferico secondo il Cnr.

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Mediterraneo. Il clima nei prossimi 100 anni sarà più arido

Più arido e con minori precipitazioni, potrà essere così il clima del Mediterraneo nei prossimi cento anni secondo quanto emerge dallo studio internazionale " Enhanced climate instability in the North Atlantic and southern Europe during the Last Interglacial" pubblicato su Nature Communications e al quale hanno partecipato come unici italiani Eleonora Regattieri e Giovanni Zanchetta del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa.

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