In questo autunno 2025, segnato da continui cambi di scena tra alte pressioni e fronti atlantici, le ultime proiezioni del modello europeo ECMWF tracciano un quadro chiaro per la seconda metà di novembre.
Un robusto blocco anticiclonico è pronto a consolidarsi sull’Europa occidentale, interrompendo il flusso perturbato atlantico che aveva dominato l’inizio del mese. Non si tratta di una normale fase di stabilità, ma di una vera barriera atmosferica, con l’alta pressione in espansione dal medio Atlantico fino al cuore del continente.
Questo assetto, confermato dagli ultimi aggiornamenti, manterrà temperature insolitamente miti al Nord, mentre al Centro e al Sud Italia potrà innescare nuovi episodi di maltempo anche intenso. Le previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia
Che cos’è e come funziona un blocco anticiclonico
Un blocco anticiclonico è un’area stabile di alta pressione, spesso subtropicale, che interrompe il normale flusso delle correnti polari, bloccando il passaggio delle perturbazioni.
“Se immaginiamo l’atmosfera come un fiume in movimento, in condizioni normali, le perturbazioni atlantiche scorrono liberamente verso est, portando piogge e rinnovamento termico. Ma quando si instaura un blocco, questo flusso si interrompe, creando una deviazione.”
L’anticiclone blocca le masse d’aria, rallentando le perturbazioni e creando fasi di stallo: in Europa, il blocco attuale si estenderà dalla Francia al Baltico, deviando le saccature atlantiche verso sud-est.
Gli effetti del nuovo blocco anticiclonico: cosa ci aspetta nei prossimi giorni
Il blocco anticiclonico, in espansione fino alla Scandinavia, dividerà l’Europa in due: a ovest clima insolitamente mite, a est e sud aria fredda e instabile. “Per l’Italia, le conseguenze di questo blocco saranno importanti. Al contempo, mentre i modelli deterministici indicano una prima decade di novembre ancora sotto l’influenza di un anticiclone moderato, dal 10 novembre in poi il flusso atlantico si attiverà lungo il fianco meridionale del blocco.”
Le ondulazioni atlantiche isoleranno depressioni sui mari italiani, in particolare attorno a Sardegna, Tirreno meridionale, Ionio e Canale di Sicilia, dove è più forte il contrasto tra area oceanica umida e acque superficiali ancora oltre i +20°. Ciò avviene per via dell’aria fredda in quota che, erodendo la stabilità, favorisce la risalita di umidità dando vita ad una zona di bassa pressione, favorendo così l’instabilità
Mari del Sud Italia a rischio instabilità: possibile formazione di cicloni
I vortici autonomi sui mari italiani possono provocare forti piogge e nubifragi al Centro-Sud, con accumuli fino a 100-200 mm in 24-48 ore sulle zone appenniniche e rischio di frane e allagamenti. Il Sud, da Abruzzo a Calabria e le Isole potrebbero affrontare cicloni mediterranei con venti di Scirocco fino a 70-80 km/h e onde fino a 4-5 metri. Se il blocco anticiclonico persisterà oltre metà novembre, non si escludono i primi impulsi freddi e le prime nevicate a bassa quota sul versante orientale.

