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Agricoltura

Glifosato, l'erbicida causa il cancro: condanna milionaria per Monsanto

La multinazionale di biotecnologie agrarie rilevata lo scorso giugno dalla Bayer - la conosciutissima Monsanto - è stata condannata da un giudice di San Francisco a pagare un risarcimento pari a 289 milioni di dollari a Dewayne Johnson, custode di siti scolastici nella zona di San Francisco.
L'uomo  aveva utilizzato l’erbicida della Monsanto nel suo lavoro e aveva sviluppato un’eruzione cutanea nel 2014, all’età di 42 anni, con la successiva diagnosi di un linfoma non Hodgkin.

La Monsanto respinge le accuse e ha già annunciato che farà appello. I legali della multinazionale sostengono che quel tipo di linfoma impiega anni per manifestarsi e che quindi Johnson deve esserne stato affetto da prima del suo incarico nel distretto scolastico. Si tratta della prima denuncia che arriva in tribunale in cui si sostiene il legame fra il glisofato e una diagnosi di cancro.

In Italia è vietato l’uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”. A ricordarlo è la Coldiretti, riferendosi agli effetti del decreto del Ministero della Salute in vigore dal 22 agosto del 2016.

Secondo la Coldiretti il nostro Paese deve porsi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare nell’Unione Europea e fare in modo che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità vietate nella Penisola. Si tratta - continua la Coldiretti - di una misura per garantire i primati acquisiti dall’Italia nella sicurezza alimentare ed ambientale confermati dall'ultimo rapporto del Ministero della Salute.

Più precisamente sui controlli effettuati sul territorio nazionale su frutta, ortaggi, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti e di origine italiana solo lo 0,4% dei campioni e risultato superiore ai limiti massimi ammessi per residui chimici mentre sui prodotti all’importazione la percentuale di irregolarità sale al 3,2%.

"L’agricoltura italiana è la più green d’Europa - si legge in una nota - con la maggior percentuale di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici irregolari, la leadership nel biologico con 72mila operatori, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione, 415 vini Doc/Docg e 295 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario ottenute nel rispetto di precisi disciplinari di produzione."

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Agricoltura e consumi. Biologico in crescita del 10,5% nel 2018

Aumentano del 10,5% le vendite di prodotti alimentari biologici in Italia con un trend positivo ininterrotto da un decennio. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Nielsen relativi al primo quadrimestre del 2018 negli Iper e supermercati, divulgata in occasione del resoconto dei Nas dei carabinieri sulle operazioni degli ultimi mesi che hanno portato al sequestro di oltre 100 tonnellate di cibo bio.

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Etichette anonime, arrivano le multe. Serve origine.

Scattano le multe per le etichetta anonime che non riportano in etichetta l’origine del prodotto agricolo. E’ quanto annuncia la Coldiretti in relazione alla nota inviata dal Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF) agli uffici periferici di controllo.

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Biogas e agricoltura, il caso dell’azienda agricola Palazzetto

Trasformare il settore agricolo e zootecnico da produttore di emissioni climalteranti in atmosfera ad agente neutro o, addirittura, in uno strumento attivo di sottrazione dell’anidride carbonica. E’ questo l’ambizioso traguardo che si pone il Consorzio Italiano Biogas mediante il modello Biogasfattobene che molte aziende agricole italiane associate al CIB stanno già applicando.

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Italia regina di biodiversità

L’Italia è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati.

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