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Agricoltura

Api in declino, rapporto Greenpeace

Api in pericolo, Rapporto Greenpeace

Greenpeace ha pubblicato oggi il rapporto “Api in declino - le minacce agli insetti impollinatori e all’agricoltura europea”, dove si sostiene come, per tutelare le popolazioni di api e salvaguardare la loro attività di impollinazione, sia necessario eliminare dalle pratiche agricole i pesticidi che le minacciano.
“La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull'uso intensivo di prodotti chimici – ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace - iIncrementare subito metodi agricoli sostenibili è l'unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l'agricoltura in Europa”.

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Cambiamenti climatici, la vite si sposta a nord

Grappoli d'uvaLa temperatura cresce e le aree adatte alla vite potrebbero spostarsi verso zone più nordiche.
E’ quanto risulta nello studio degli impatti dei cambiamenti climatici sul vino “Climate Change, Wine and Conservation” condotto dal centro ricerche statunitense Conservation International con scienziati di sei università. I ricercatori hanno combinato 17 modelli climatici diversi per verificare gli effetti futuri delle temperature piu' alte e dei cambiamenti nelle piogge. Questo si tradurrà in una redistribuzione globale delle regioni produttrici di vino. I risultati ci toccano da vicino, se si pensa che vi si ipotizza che entro il 2050 addirittura fino all'86% delle aree europee del Mediterraneo dove ora si produce vino potrebbe non essere più adatta alla vite.

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Riforma della Politica Agricola Comune, appello delle associazioni

agricoltura biologica

“Per salvare la riforma della Politica Agricola Comune 14 Associazioni del mondo ambientalista e dell'agricoltura biologica si sono unite e adesso rivolgono un appello agli Europarlamentari affinchè usino bene il loro voto il prossimo 12 marzo a Strasburgo.
La sfida è davvero grande, riguarda il futuro di tutti noi e solo una vera riforma per un'agricoltura in grado di produrre cibo sano, salvaguardare l'ambiente e il paesaggio, potrà favorire la creazione di nuova occupazione per i giovani, la permanenza degli agricoltori nel territorio e contribuire al superamento della crisi economica" ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini portavoce delle associazioni in occasione dell’invio di una lettera ai parlamentari europei.

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Rete Natura 2000: se bio, i campi valgono il 7% obiettivo riduzione CO2

Fa.re.na.it

Trentaquattro milioni di tonnellate all’anno è l’impegno di riduzione delle emissioni di CO2 in Italia. Ben il 7% di quest’obiettivo potrebbe essere raggiunto solo riconvertendo completamente ad un’agricoltura naturale tutti i campi coltivati nelle aree protette della Rete Natura 2000, un patrimonio con un alto valore naturalistico che fornisce anche altri servizi ambientali fondamentali.
Sotto la protezione dell’Unione Europea – è infatti questa la caratteristica delle aree Natura 2000- ci sono in Italia oltre 6 milioni di ettari, il 21% del territorio nazionale.

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Il Decalogo AIAB per la XVII Legislatura

Logo Aiab

L’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, in vista delle elezioni politiche, ha approntato un decalogo per la XVII Legislatura, con specifico riferimento al sistema agroalimentare. L’agricoltura biologica, si legge in una nota, contribuisce all’equilibrio delle zone rurali, all’offerta di alimenti sani e di qualità, alla tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, a generare impiego. Presenta pertanto incomparabili meriti nutrizionali, ecologici e occupazionali che richiedono attenzione, programmazione e sostegno istituzionale al fine di servire l’interesse della collettività presente e futura.

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FederBio: i consumi bio ancora in crescita

Paolo Carnemolla, Presidente Federbio

I risultati dell'ultima rilevazione del panel famiglie ISMEA/GFK EURISKO - riferito agli acquisti di prodotti biologici confezionati presso i punti vendita della grande distribuzione organizzata - dimostrano che la crisi dei consumi non contagia i prodotti biologici: nel 2012 la spesa bio è cresciuta del 7,3%, dopo il più 9% messo a segno nel 2011.
Secondo FederBio i dati dimostrano che il settore della produzione biologica risponde molto bene alla domanda del consumatore di sicurezza alimentare, tutela ambientale, qualità organolettica e nutrizionale e quindi alla crescita della consapevolezza del legame esistente tra cibo, ambiente e salute.

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