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Ha l'ok la nuova Direttiva Rinnovabili Ue

VIA LIBERA ALLA NUOVA DIRETTIVA RINNOVABILI: L’EUROPA CONTINUA LA SFIDA VERSO LA DECARBONIZZAZIONE VIA LIBERA ALLA NUOVA DIRETTIVA RINNOVABILI: L’EUROPA CONTINUA LA SFIDA VERSO LA DECARBONIZZAZIONE

Consiglio, Parlamento e Commissione hanno raggiunto ieri un accordo con il quale è stato fissato al 32% il target complessivo per le rinnovabili al 2030 (con clausola di revisione nel 2023) e al 14% l’obiettivo per il solo settore trasporto.

E ancora, top all'olio di palma dal 2030 con congelamento delle quote attuali di importazione; congelamento anche per la produzione Ue di biodiesel di prima generazione al livello raggiunto nel 2020; sotto-obiettivo del 3,5% per i biocarburanti avanzati; esenzione dagli oneri di rete (fino al 2026) per gli impianti di autoproduzione fino a 25 kW di potenza.

I biocarburanti di prima generazione, basati su colture alimentari, non potranno superare la quota del 7% del consumo finale nei trasporti su strada e rotaia, mentre la quota di biocarburanti avanzati e di biogas deve essere almeno dell'1% nel 2025 e almeno del 3,5% nel 2030.

L'accordo deve essere approvato formalmente dal Consiglio Ue e dal Parlamento europeo. Poi ci sarà la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Ue. Gli Stati membri dovranno recepire le norme entro il 30 giugno 2021.

“Le indicazioni che giungono dall’Europa sono assolutamente chiare ed inequivocabili - afferma Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, che annovera centinaia di aziende, piccole e grandi, operanti nel settore e le rappresenta in seno al sistema Confindustria - e dimostrano l’impegno delle istituzioni comunitarie nella costruzione di un’economia decarbonizzata. Il percorso di transizione energetica non è reversibile e ora auspichiamo che i governi nazionali creino fin da subito le condizioni ottimali per permetterci di centrare gli obiettivi”.

“Come sistema di imprese – continua Mori - siamo pronti ad affrontare la sfida e auspichiamo una rapida emanazione del nuovo Decreto FER, che permetterà al settore di riprendere gli investimenti e di iniziare subito il percorso verso il 2030”.

Per l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Dario Tamburrano “l’Europa fa un passo storico verso il cambiamento richiesto a gran voce dai cittadini. Grazie ai diritti riconosciuti dalla direttiva rinnovabili, i cittadini europei possono diventare adesso produttori di energia. Con questo risultato nasce un nuovo modello di energia e di società concepita come una rete in cui si produce, si consuma e ci si scambia fra pari energia da fonti rinnovabili. Diciamo finalmente addio alla vecchia piramide che dalla grande centrale di produzione, alimentata da combustibili fossili, distribuisce energia ad ogni singolo consumatore e immette gas serra all’atmosfera”,

"Il riconoscimento dei diritti dei produttori-consumatori è una delle battaglie storiche del Movimento 5 Stelle. Siamo orgogliosi che le nostre idee adesso vengano applicate in tutta Europa”, aggiunge l’europarlamentare.

Nella direttiva rinnovabili, prosegue la nota del M5S, l’Unione europea prende atto che la geotermia può essere inquinante, come nel caso della Toscana. A questo proposito, la Commissione Europea ha già lanciato uno studio dedicato a tutte le emissioni delle centrali geotermiche: è una condizione necessaria - anche se non sufficiente - per il varo di una proposta legislativa sui limiti di emissione delle centrali geotermiche”, conclude Tamburrano.

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