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FCA, 9 miliardi per l'auto elettrica

«Come diceva Oscar Wilde una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita. Ci siamo decisamente guadagnati il diritto di essere presi sul serio» «Come diceva Oscar Wilde una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita. Ci siamo decisamente guadagnati il diritto di essere presi sul serio»

A Balocco, Vercelli, il 1° giugno è andata in scena la presentazione dell'ultimo piano industriale a firma Sergio Marchionne, partita con l'annuncio della posizione finanziaria netta (praticamente) positiva di Fca a fine giugno. Battute sulle cravatte a parte - il manager aveva in passato dichiarato che avrebbe indossato la cravatta una volta eliminati i debiti - Marchionne ha illustrato il piano industriale al 2022 e definito gli obiettivi finanziari dei prossimi cinque anni.

Gli investimenti - 45 miliardi di euro nei prossimi cinque anni: 9 miliardi sull’elettrificazione e 13,5 miliardi di euro nel rinnovo della gamma. L’elettrificazione diventa un pilastro importante per il nuovo assetto, insime all’alleanza con Waymo.
«Intendiamo giocare un ruolo importante nella riduzione complessiva dei gas a effetto serra», ha dichiarato.

L'alleanza con Waymo - Obiettivo guida autonoma. A questo porta l'alleanza con Waymo (controllata Alphabet), con l'annuncio di un numero massimo di 62.000 nuovi minivan Chrysler Pacifica Hybrid che entreranno a far parte della flotta di veicoli (taxi) a guida autonoma di Waymo a partire da fine 2018. Le due società avviano inoltre “discussioni sull'impiego, anche mediante una possibile concessione di licenze, delle tecnologie di guida autonoma Waymo in un veicolo prodotto da Fca e disponibile al consumatore”.

Stabilimenti aperti - Confermata poi l'intenzione di non chiudere alcun sito produttivo in Italia.

Obiettivi finanziari - Entro il 2022, il free cash flow industriale dovrebbe essere compreso fra 7,5 e 10 miliardi di euro, l’Ebit fra 13 e 16 miliardi di euro (fra il 9 e l’11% dei ricavi) e l’utile per azione fra 5,9 e 7,3 euro, con una distribuzione di dividendi, nell’intero arco del piano industriale, pari a 6 miliardi di euro.

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