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Mercato auto, alimentazioni alternative al 18,4%

Autovetture a metano, la loro quota sul totale mercato è del 2,9%. Autovetture a metano, la loro quota sul totale mercato è del 2,9%.

Secondo i dati pubblicati oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad ottobre il mercato italiano dell’auto totalizza 156.851 immatricolazioni, in crescita del 6,7% rispetto allo stesso mese del 2018.

I volumi immatricolati nei primi dieci mesi del 2019 ammontano, così, a 1.624.922 unità, lo 0,8% in meno rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2018.

Le autovetture ad alimentazione alternativa raggiungono una quota del 18,4%, confermando il dato elevato degli ultimi mesi, visto che, anche ad ottobre, le registrazioni aumentano del 37%, totalizzando un incremento del 15% nel cumulato da inizio 2019.

Le auto GPL crescono sia a ottobre, +2%, sia nel cumulato, +9%, e raggiungono, nel mese, una quota del 7%.

Buona performance anche per le autovetture a metano, quasi quadruplicate nel mese, ma in calo del 9% nel cumulato. La loro quota sul totale mercato è del 2,9%.

Le autovetture ibride tradizionali aumentano, nel mese, del 43% e nei primi dieci mesi del 2019 del 31%. Le autovetture ricaricabili sono in forte crescita a ottobre, +55%, grazie alle variazioni positive sia delle autovetture elettriche (+62%), che ibride ricaricabili (+48%). Ricordiamo che le autovetture ricaricabili, nel limite di emissioni fino a 70 g/km di CO2, se il loro prezzo di vendita non supera i 50.000 euro IVA esclusa, beneficiano dell’ecobonus per il loro acquisto. Insieme, le ibride di tutti i tipi e le auto elettriche, con una crescita del 44% a ottobre, rappresentano l’8,6% del mercato, una quota record.

Continua il calo delle immatricolazioni di vetture diesel, che nel mese di ottobre 2019 cedono il 13,5%, portando la flessione, nei primi dieci mesi del 2019, a -23%. La quota di auto diesel nel mese è del 35,5%. Per trovare una quota mensile più bassa, bisogna tornare indietro fino a maggio 2001 (35,2%).

Al contrario, le autovetture alimentate a benzina aumentano le vendite del 17% nel mese, rappresentando il 46% del mercato e, nel cumulato, risultano in crescita del 26%.

Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica: “Dopo la crescita a doppia cifra di settembre, il mercato dell’auto rimane positivo nel mese di ottobre (+6,7%), anche in ragione del confronto con un ottobre 2018 in flessione (-7,4%) per via degli effetti dell’applicazione del nuovo test sulle emissioni (WLTP) a tutte le nuove auto immatricolate."

"In riferimento alla delicata fase di trasformazione che il settore sta attraversando - prosegue Scuderi - segnaliamo la nostra contrarietà alla proposta, contenuta già nella prima bozza della Legge di Bilancio, che triplica il valore ai fini fiscali di auto e ciclomotori concessi come
veicoli aziendali in uso promiscuo per la totalità dei dipendenti. La recente riformulazione della misura – secondo cui la quota di imponibile sulle auto aziendali ibride resterà al 30% del valore convenzionale, mentre per le altre salirà al 60% e per le super inquinanti sarà al 100% - resta comunque dannosa a 360°: per i lavoratori, per le aziende e per l’intero comparto automotive, che già vive un momento di incertezza.
Questa norma risulta, inoltre, in totale antitesi con le indicazioni emerse dal Tavolo Automotive dello scorso 18 ottobre al Ministero dello Sviluppo Economico, in cui si è confermata la volontà di attuare misure di accompagnamento delle imprese automotive nella riconversione industriale, attraverso disposizioni concrete ed efficaci per agevolare la transizione energetica e lo svecchiamento del parco circolante. ANFIA, insieme alle altre Associazioni del settore, ha quindi già richiesto l’immediato ritiro della proposta”.

Per il Centro Studi Promotor per "innescare nel 2020 una nuova fase di crescita occorre che il Governo accantoni ogni provvedimento punitivo nei confronti delle automobili e degli automobilisti come, per fare soltanto un esempio degli ultimi giorni, il deplorevole tentativo di rendere ancora più aspra una persecuzione fiscale sull’auto aziendale che non trova riscontro in nessun altro paese del mondo."

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