Per chi porta l’auto a cambiare il parabrezza, il lavoro sembra concluso quando il vetro nuovo è al suo posto e i tergicristalli tornano a muoversi. Sulle auto di produzione recente resta però un passaggio invisibile da fuori: la calibrazione dei sistemi ADAS, cioè il riallineamento della telecamera che guarda la strada attraverso quel vetro. Saltarlo non lascia segni sulla carrozzeria, e così è facile dimenticarlo.
La sigla sta per Advanced Driver Assistance Systems, i sistemi di assistenza alla guida che con telecamere e sensori si accorgono di un pericolo e, in certi casi, intervengono al posto del conducente. Davanti al rischio di un tamponamento, la frenata automatica d’emergenza frena da sola. Il mantenimento della corsia lancia un avviso e corregge la traiettoria quando l’auto sta per uscirne.
C’è poi il cruise control adattivo: tiene la velocità impostata e la adegua alla distanza dal veicolo che precede, con un radar o una telecamera a seconda del modello. Frenata automatica e mantenimento della corsia, su molte vetture, prendono le immagini da una telecamera alloggiata dietro lo specchietto retrovisore.
Spesso quella stessa telecamera serve anche all’adattamento intelligente della velocità: il sistema legge i cartelli e, insieme alle mappe, aiuta il conducente a rispettare il limite in vigore. Il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (ETSC) cita in proposito uno studio per la Commissione europea. Oltre alla sicurezza, fra gli effetti positivi di questa tecnologia compaiono consumi più efficienti e meno emissioni di CO2. Il legame con l’ambiente è indiretto, va detto, e passa anche lui da una telecamera che guarda nel punto giusto.
Cambio del parabrezza: perché la telecamera degli ADAS esce d’asse
Il modulo della telecamera è agganciato a un supporto sul parabrezza e inquadra la strada attraverso il vetro. Durante la sostituzione, telecamera e specchietto vengono smontati e rimontati sul vetro nuovo. Basta un’inclinazione diversa di pochi decimi di grado rispetto all’assetto di fabbrica, e la telecamera inquadra la strada da un’angolazione che il sistema non conosce.
Quanto pesi lo dice un conto da righello. Un grado d’errore, a cento metri di distanza, sposta il punto inquadrato di circa 1,75 metri, quasi metà di una corsia autostradale. Ostacoli e linee di corsia finiscono così un passo più in là di dove si trovano davvero. Per un sistema chiamato a decidere in una frazione di secondo se frenare, partire da un dato del genere è il peggior inizio possibile.
La calibrazione dei sistemi ADAS rimette in squadra quell’angolo. Nei centri che la eseguono nella stessa visita della sostituzione, si comincia con l’auto ferma, le gomme alla pressione indicata dal costruttore e i carichi distribuiti secondo la sua procedura. Davanti al muso si posiziona un pannello di riferimento, alla distanza fissata dal protocollo, e uno strumento collegato alla presa diagnostica guida la centralina passo dopo passo. La fase statica richiede circa 30-45 minuti, e su alcuni modelli il costruttore aggiunge una prova dinamica su strada.
Sul piano delle leggi c’è il Regolamento (UE) 2019/2144, dedicato all’omologazione: stabilisce quali dotazioni di sicurezza deve avere un’auto nuova per essere immatricolata nell’Unione. Per sapere se la propria vettura le monta per legge conta la data di prima immatricolazione. Il ministero dei Trasporti tedesco ha messo in fila, fase per fase, il calendario delle dotazioni rese obbligatorie dal regolamento. Per la frenata automatica d’emergenza le date sono due: 6 luglio 2022 per i modelli di nuova omologazione, 7 luglio 2024 per ogni auto alla prima immatricolazione.
Le istruzioni per ripristinare i sistemi dopo una riparazione stanno nelle procedure delle case, ed è da lì che nasce l’obbligo di calibrare. Più di un costruttore scrive esplicitamente che, se il parabrezza ospita una telecamera frontale, dopo il montaggio del nuovo cristallo la telecamera deve essere calibrata di nuovo. Su un’auto di qualche anno fa, si dirà, il problema non si pone. Vale se dietro lo specchietto non c’è nessun modulo rivolto verso la strada: senza telecamera sul vetro, dopo il cambio non c’è niente da calibrare. In tutti gli altri casi la calibrazione dei sistemi ADAS fa parte del lavoro quanto il vetro. Dove e quando si esegue, meglio saperlo prima di lasciare le chiavi.
Calibrazione dei sistemi ADAS mancata: cosa succede in strada e come accorgersene
Negli Stati Uniti le conseguenze le ha misurate l’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS), ente di ricerca sulla sicurezza stradale. La prova riguardava un’auto compatta con la telecamera frontale fuori asse di meno di un grado, lanciata verso un ostacolo a circa 40 km/h. Con la telecamera in asse la frenata automatica evitava l’urto. Disallineata, è intervenuta in ritardo, e l’ostacolo l’auto l’ha preso in pieno. Nelle stesse prove il mantenimento della corsia correggeva lo sterzo inseguendo linee lette male.
Sul cruscotto, spesso, non si accende niente. Una telecamera disallineata guarda la strada di sbieco, e i sintomi arrivano per vie indirette: la frenata può scattare in ritardo o senza motivo, l’avviso di corsia suonare su un rettilineo sgombro, un cartello passare senza essere riconosciuto. Sono segnali da non archiviare come capricci dell’elettronica, soprattutto nei giorni subito dopo il cambio del vetro.
Come si verifica, allora, che la calibrazione dei sistemi ADAS sia stata fatta? La prova più semplice sta sulla carta: l’attestato di calibrazione, quando il centro lo rilascia, va tenuto insieme alla fattura della sostituzione. Se manca, va chiesto prima di ripartire.
Al volante, davanti a una spia degli ADAS o a una frenata che non convince, conviene tornare a far controllare la telecamera prima di rimettersi in autostrada. Su diversi modelli le procedure dei costruttori prevedono la calibrazione dei sistemi ADAS anche dopo interventi su assetto e convergenza o dopo un urto frontale, pure lieve. Chi ha appena fatto uno di questi lavori fa bene a chiederla.
Secondo le stime della Commissione europea, la dotazione resa obbligatoria dovrebbe contribuire a salvare oltre 25.000 vite e a evitare almeno 140.000 feriti gravi entro il 2038. In Italia il punto di partenza resta pesante: per l’Istat, nel 2024 gli incidenti con lesioni sono stati 173.364, con 3.030 vittime e quasi tre incidenti su quattro sulle strade urbane. Una frenata automatica in ritardo pesa soprattutto lì, fra incroci e attraversamenti pedonali.
Su un’auto usata con il parabrezza già sostituito, la domanda al venditore riguarda la calibrazione dei sistemi ADAS dopo quel cambio e il documento che la prova. Senza risposte chiare, conviene una verifica prima di un viaggio lungo, perché la frenata automatica si mette alla prova solo in un’emergenza e in quel momento la sua telecamera deve essere già in asse.

