Rating ESG, ne parliamo con Andrea Passoni, amministratore delegato di Coopfond

Il rating ESG (Environmental, Social, Governance) è diventato uno strumento chiave per misurare l’impatto ambientale, sociale e di governance delle imprese, affermandosi come parametro sempre più richiesto da investitori, istituzioni finanziarie e stakeholder. Anche per le cooperative, questo tipo di valutazione rappresenta un passaggio fondamentale per valorizzare la propria identità sostenibile, rendere trasparente il proprio operato e accedere più facilmente al credito. In quest’ottica, Coopfond – il fondo mutualistico di Legacoop – ha introdotto un sistema dedicato di rating ESG per le cooperative aderenti, attraverso la piattaforma Sinesgy sviluppata da Crif, che rilascerà l’attestato. Ne parliamo con Andrea Passoni, amministratore delegato di Coopfond, per comprendere come questo strumento stia trasformando l’approccio alla sostenibilità nel mondo cooperativo.

Score Esg di Crif: come funziona?

Ogni cooperativa ha avuto tempo fino a giugno per compilare sulla piattaforma Sinesgy un questionario, che proponeva alcune domande specifiche relative alle caratteristiche uniche di questo modello di impresa. Dopo di che si passa alla fase successiva, legata al rilascio di un certificato Esg, che include uno score e un’autodiagnosi sulle aree di forza e di debolezza. Questo permette a Legacoop di avere una fotografia sulla singola cooperativa, che integri le valutazioni degli operatori finanziari di sistema (Coopfond e Fin4Coop in particolare), ma pure una visione più complessiva della sostenibilità delle cooperative. Il tutto per migliorare anche l’uniformità delle valutazioni e delle metriche in questo ambito. Un vero progetto di sistema per valorizzare il contributo alla sostenibilità  delle cooperative nel panorama italiano. Anche Coopfond accede agli stessi dati, ma relativi al proprio portafoglio, e li utilizza per la propria rendicontazione e per le valutazioni di merito sui progetti.   

Ci può inquadrare l’importanza della sostenibilità nel nuovo piano industriale?

Il nostro piano strategico ha un’impostazione molto chiara: il Fondo vuole dare il suo supporto a quelle cooperative che si dimostrano solide, sostenibili e innovative. In particolare, sulla sostenibilità, partendo dai dati forniti dal questionario Esg, Coopfond è in grado di offrire un sostegno finanziario, a fondo perduto, a tutte le cooperative che vogliono incrementare il proprio score. L’approccio che mettiamo in campo è scientifico: partiamo dai dati  per poi costruire, insieme alle singole cooperative, un percorso che le conduca via via a migliorarsi, accompagnandole, se richiesto, anche da un punto di vista tecnico. 

Una valutazione di quanto gli Esg siano assimilati dalle cooperative.

Siamo all’inizio di un percorso. Le cooperative hanno capito che è necessario parlare questa “lingua”, per far meglio comprendere la sostenibilità delle proprie attività al mercato, alle comunità di riferimento e alle istituzioni. È indispensabile, però, avere delle competenze. Per questo, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, abbiamo dato il via ad un master di alta formazione, che ha già riscosso grande interesse, rivolto a chi lavora all’interno delle cooperative e vuole approfondire il tema degli Esg.

Quali pensa siano le opportunità e quali le sfide che un modello di valutazione Esg impone alle cooperative?

L’opportunità è enorme perché quello che le cooperative hanno fatto fino ad oggi, a livello di sostenibilità, è indiscutibilmente importante ma non è né comunicato a sufficienza e né decodificato. Credo che il “linguaggio” degli Esg ci permetterà di far comprendere all’esterno quanto siano sostenibili le cooperative e di comunicare in modo più efficace quello che fanno. Per quanto riguarda le sfide, per noi è una ed una sola: mantenere la  nostra distintività, perché è la nostra stessa identità che, costantemente, ci consegna l’impegno verso l’ambiente e verso le generazioni future. Senza rincorrere modelli che, pur trasmettendo la sostenibilità a livello comunicativo, non sempre se ne preoccupano davvero.    

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