Hera: con il satellite a caccia d’acqua

La conferenza stampa a Ecomondo.

Prima in Italia, la multiutility Hera si è dotata di un nuovo sistema basato sulla scansione del suolo tramite satellite sviluppato in collaborazione con la società israeliana Utilis. Il sistema, già sperimentato con ottimi risultati a Ferrara, dal 2017 sarà utilizzato nel bolognese e in Romagna per integrare l’attività programmata di ricerca perdite. Solo nel 2015, grazie all’attività di ricerca delle perdite in rete, il Gruppo ha recuperato oltre 1.500 milioni di litri di acqua. Una nuova tecnologia, dunque, per contrastare il fenomeno delle perdite occulte dalle reti idriche, cioè quelle perdite nascoste che non si manifestano con fuoriuscite visibili d’acqua e che sono spesso presenti nelle reti di distribuzione.


Il nuovo sistema di ricerca, particolarmente sofisticato e tecnologicamente avanzato, permette una precisione ancora maggiore nell’individuazione delle perdite dai tubi interrati.
Come già detto, il progetto pilota di utilizzo della nuova tecnologia si è svolto a Ferrara, dove Hera ha una tradizione consolidata nella gestione del servizio idrico. La scansione satellitare ha riguardato 650 km di rete.
Nella sperimentazione svolta da Hera, la ricerca tramite satellite ha fornito un’alta attendibilità: sono state trovate perdite effettive nell’80% dei casi segnalati come perdite significative.
I positivi risultati raggiunti hanno indotto Hera a integrare la nuova ‘tecnologia satellitare’ con le tecniche tradizionali di ricerca che già utilizza, consentendo quindi di incrementare la percentuale di rete ispezionata annualmente.
“Hera ha sempre guardato con entusiasmo all’innovazione, allo sviluppo di nuove tecnologie e alla loro sperimentazione”, dice Franco Fogacci, Direttore Acqua del Gruppo Hera. “Per questo motivo e per contrastare la dispersione di risorsa idrica nelle reti gestite, ogni anno investe nella ricerca programmata delle perdite idriche, adottando i sistemi più moderni ed efficienti. Una di queste è proprio la nuova tecnologia basata sul rilevamento satellitare, frutto della collaborazione e ricerca svolte ad alto livello internazionale con la società Utilis.”
“Questo nuovo sistema di ricerca delle perdite occulte nelle reti idriche è estremamente innovativo e dimostra concretamente a quale livello di beneficio e di precisione possa condurre l’applicazione di tecnologie all’avanguardia anche nella risoluzione dei problemi che riguardano servizi di prima necessità”, afferma Jonathan Jacobi, Direttore Commerciale Utilis. “Non è un caso che per questo progetto, mai realizzato in Italia prima d’ora, la nostra società abbia scelto come partner Hera, una delle aziende più innovative e rappresentative nel settore idrico a livello nazionale”.
Come funziona la ricerca ‘satellitare’ delle perdite idriche – L’innovativa tecnologia si basa sull’analisi, mediante un algoritmo, di una scansione del sottosuolo. Le immagini sono acquisite dal satellite Alos-2, gestito dalla Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA), in orbita a circa 650 chilometri sopra la terra, che utilizza segnali elettromagnetici con una lunghezza d’onda in grado di penetrare il terreno. Il sistema è utilizzabile sia di giorno, sia di notte e in qualsiasi condizione meteo.
La scansione satellitare rileva alcuni elementi che possono essere indicativi, ad esempio l’eventuale presenza di cloro, elemento rivelatore dell’acqua potabile. L’acqua, infatti, secondo le normative vigenti deve essere addizionata di predefiniti quantitativi di cloro, prima di essere immessa in rete, perché sia protetta da eventuali successive contaminazioni batteriche.
I dati ottenuti attraverso la scansione vengono ripuliti dalle informazioni distorte e incrociati con lo schema della rete acquedottistica. In questo modo s’individua una mappa nella quale sono evidenziati punti della rete in cui sono presenti possibili perdite.
La vera e propria ricerca fughe in loco viene svolta in seguito con i metodi tradizionali, ma, grazie alla precisione del nuovo sistema, in ambiti assai più circoscritti.
1.500 milioni di litri di acqua recuperati nel 2015 – Grazie a questa attività già messa in campo da anni dalla multiutility, solo nel 2015 sono state individuate e riparate 450 rotture. La stima complessiva del volume recuperato è pari a oltre 1.500 milioni di litri di acqua, equivalente a oltre un miliardo di bottiglie, ovvero circa 230 bottiglie per ogni abitante dell’Emilia-Romagna.
Per raggiungere questi risultati Hera, fra le prime in Italia, si è dotata di un approccio metodologico e scientifico utile a individuare la priorità delle zone in cui svolgere la ricerca perdite, attività che ogni anno si esegue sul 15% circa dell’intera rete gestita.
In particolare, per svolgerla in modo efficace ed efficiente è stato sviluppato un algoritmo di supporto, che tiene conto di alcuni fattori importanti per programmare le priorità, ad esempio l’incidenza delle perdite per singola porzione di territorio, il numero di rotture già verificate e la pressione di esercizio delle reti (dove la pressione è maggiore, è probabile anche una maggiore dispersione di volumi d’acqua in caso di rottura). Rientra nei parametri pure la disponibilità di risorsa: ad esempio nelle zone in cui possa risultare ridotta, soprattutto nel periodo estivo, è necessario mettere in campo tutte le tecniche disponibili per non disperderla.
La distrettualizzazione: un ulteriore contributo alla ricerca di perdite – La distrettualizzazione è un altro sistema utilizzato da Hera per gestire le reti acquedottistiche, monitorandone eventuali anomalie.
Con la distrettualizzazione le reti vengono suddivise in settori (o ‘distretti’) su cui s’installano misuratori di portata, grazie ai quali è possibile svolgere un’azione di controllo, per esempio sui consumi d’acqua minimi notturni.
In questo modo si ottengono dati che offrono indicazioni sulla presenza di eventuali perdite occulte in quella porzione di rete. Recentemente tutti i bilanci di portata dei distretti monitorati sui territori in cui la multiutility gestisce il servizio idrico sono stati importati sul sistema di telecontrollo del Gruppo, che si trova a Forlì, all’interno di un polo tecnologico considerato all’avanguardia a livello europeo.
Questo consente di avere un report aggiornato in tempo reale sull’andamento delle portate, così da poter agire in modo rapido su eventuali anomalie. Lo stesso software che permette agli operatori il monitoraggio dei distretti e un’adeguata reportistica è stato sviluppato internamente dei tecnici del Telecontrollo di Hera, in collaborazione con i colleghi della Direzione Acqua.

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