Scandalo Volkswagen, accordo negli Usa

Dieselgate, accordo in Usa per Volkswagen
Dieselgate, accordo in Usa per Volkswagen

La casa automobilistica tedesca e le autorità americane – l’agenzia ambientale degli Stati Uniti Epa e le autorità della California – hanno raggiunto un accordo per sanare il dieselgate.

L’intesa – i cui dettagli saranno definiti entro il prossimo 21 giugno – è stata annunciata a San Francisco dal giudice Charles Breyer. Volkswagen si impegna a riacquistare le quasi 500mila vetture coinvolte; in alternativa, effettuerà gli interventi necessari per riportare le emissioni ai livelli di legge e compensare i clienti danneggiati. Coloro che avevano l’auto in leasing potranno inoltre cancellare il contratto.

Il gruppo tedesco dovrà inoltre creare un fondo destinato a finanziare misure di protezione dell’ambiente.
Intanto arriva anche la dichiarazione di Volksvagen in merito allo stato delle indagini sulla tematica Diesel affidate alla fine di settembre 2015 dal Consiglio di Sorveglianza di Volkswagen Aktiengesellschaft allo studio legale Jones Day.
“A tal fine – spiega la casa tedesca in un comunicato – circa 65 milioni di documenti sono stati sottoposti ad analisi elettronica, di cui oltre 10 milioni sono stati trasmessi per approfondimenti ai legali di Volkswagen. Sono stati inoltre condotti circa 450 colloqui e decine di ulteriori colloqui sono in programma. Sulla base delle valutazioni attuali, Jones Day si aspetta che le indagini si concludano nel quarto trimestre 2016.
Dopo un attento esame della situazione legale, il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Amministrazione di Volkswagen hanno tuttavia dovuto riconoscere che una divulgazione dei risultati provvisori dell’indagine, in questo momento, presenterebbe rischi inaccettabili per Volkswagen e pertanto non può aver luogo. Questa decisione è basata sulla valutazione fatta dagli studi legali statunitensi a cui Volkswagen si è rivolta (Sullivan & Cromwell e Jones Day): entrambi, in maniera indipendente, hanno fortemente sconsigliato di procedere.”
In Europa intanto oltre 8 milioni di veicoli sono coinvolti nei richiami, ma all’orizzonte potrebbero esserci altre sorprese, stando alle dichiarazioni del ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt: sarebbero ben sedici i marchi automobilistici per i quali sono state riscontrate irregolarità.
E in Italia che succede? Per Federconsumatori “non vi è stata nessuna presa di posizione da parte delle Autorità competenti in merito alla procedura di richiamo da parte della società delle auto coinvolte per il cambio gratuito della centralina senza nessun riconoscimento economico per il danno subito dai possessori delle auto. E’ mancata e manca la volontà di difendere il cittadino come è mancata una forte iniziativa pubblica contro la Volkswagen in merito al danno ambientale che ha prodotto a fronte di immissioni irregolari! Molte volte ci si vanta di essere una potenza economica e industriale dimenticandoci che si è forti e si gode di rispetto applicando regole che portino a questo stesso rispetto. Ogni cittadino italiano che ha comprato un mezzo non conforme è un cittadino italiano umiliato e deriso, al quale normative di legge attuali impediscono di potere rivendicare un giusto riconoscimento. Di fatto siamo tutti più deboli, in particolare chi legifera e dovrebbe far applicare regole di tutela ai propri cittadini.”

Intanto il Gruppo Psa, che è stato oggetto di una operazione di visita e di confisca da parte della DGCCRF (Direzione Generale della Concorrenza, dei Consumi e della Repressione delle Frodi francese), ha diffuso una nota nella quale conferma “la conformità dei suoi veicoli in materia di emissioni inquinanti in tutti i paesi in cui opera.”
PSA conferma inoltre l’efficacia del sistema di post-trattamento «BlueHDI », composto dalla Selective Catalytic Reduction (SCR) posizionata a monte del filtro attivo antiparticolato (FAP), che permette di trattare gli ossidi di azoto (NOx) emessi dai motori diesel.
Questa tecnologia è stata adottata progressivamente, dalla fine del 2013, su tutti i veicoli Euro 6 del Gruppo. “A partire da novembre 2015 – conclude la casa francese – il Gruppo PSA ha deciso di adottare un approccio di trasparenza nei confronti dei suoi clienti, pubblicando i risultati dei consumi dei suoi veicoli in condizioni di utilizzo reale, derivati da un protocollo di test definito con le ONG Transport & Environment (T&E) e France Nature Environnement (FNE), che sono state oggetto di audit da parte di Bureau Veritas.”

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