Latte e frutta nelle scuole per i nostri ragazzi, la salute ci guadagna

Latte e frutta nelle scuole per i nostri ragazzi, la salute ci guadagna
Latte e frutta nelle scuole per i nostri ragazzi, la salute ci guadagna

Per ora si tratta di un accordo in prima lettura, ma la strada è spianata. Un nuovo progetto di legge, concordato a titolo provvisorio con i ministri dell’UE nel dicembre 2015 e approvato dal Parlamento martedì con 584 voti favorevoli, 94 voti contrari e 32 astensioni, accorpa i diversi programmi europei scolastici su latte e sui prodotti ortofrutticoli, e ne aumenta gli stanziamenti di 20 milioni di euro, portando il totale a 250 milioni di euro. Perchè? I bambini europei dovrebbero ottenere benefici da una migliore educazione alimentare e dai programmi per la distribuzione di latte, frutta e verdura nelle scuole. Il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta Europa. Più di 20 milioni di bambini europei sono sovrappeso e gli adolescenti mangiano in media solo dal 30 al 50% della dose giornaliera consigliata di frutta e verdura.

“Una dieta sana e bilanciata è il fondamento di una buona salute, ma il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta l’UE. Questo è il motivo per cui è di fondamentale importanza rafforzare il programma di frutta, verdura e latte nelle scuole, incrementandone il bilancio e incentrandolo maggiormente sull’educazione alimentare. Il Parlamento ha inoltre assicurato al programma la necessaria stabilità finanziaria, impedendo agli Stati membri di tagliare i fondi in modo unilaterale o di modificare i criteri di assegnazione dei fondi comunitari”, ha dichiarato il relatore Marc Tarabella (S&D, BE).
Gli Stati membri, che partecipano volontariamente a questo programma di aiuto, dovranno fare di più per promuovere abitudini alimentari sane, l’agricoltura biologica, le filiere alimentari locali e la lotta contro gli sprechi alimentari. Sono previste misure educative di accompagnamento per riavvicinare i bambini all’agricoltura, come una visita a una fattoria, e la distribuzione di una più ampia gamma di prodotti agricoli.
Il Parlamento ha assegnato un aiuto supplementare di 20 milioni di euro all’anno per finanziare la distribuzione di prodotti lattiero-caseari e l’attuazione di nuove misure educative. I finanziamenti annuali destinati al programma per il latte e al programma per frutta e verdura passano quindi rispettivamente a 100 e 150 milioni di euro.
I deputati hanno inoltre garantito che i fondi comunitari saranno distribuiti in maniera più equa tra gli Stati membri, fissando due criteri fondamentali per l’attuazione dell’intero programma (il numero di bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni nello Stato membro interessato e il grado di sviluppo delle regioni all’interno dello Stato membro, in modo da garantire che gli aiuti maggiori siano assegnati alle regioni meno sviluppate).
Modificato, poi, l’elenco dei prodotti che possono beneficiare dei finanziamenti UE, al fine di garantire la priorità ai prodotti freschi e locali, a discapito di quelli trasformati come zuppe, composti, succhi di frutta, yogurt e formaggio. Quest’ultimo potrà essere distribuito solamente in aggiunta a frutta fresca, verdura e latte, oppure a latte senza lattosio. Esclusi tutti i prodotti contenenti zuccheri e dolcificanti aggiunti. La distribuzione di prodotti contenenti basse quantità di sale, zucchero e grasso riceverà finanziamenti comunitari solo in casi eccezionali e sarà soggetta a severi controlli e all’approvazione delle autorità sanitarie nazionali.
Il programma per il latte nelle scuole è stato istituito nel 1977. Il programma per la frutta, che include attività di formazione, è invece stato introdotto nel 2009. Entrambi i programmi sono stati creati per promuovere il consumo di frutta, verdura, latte e prodotti lattiero-caseari, ma hanno finora operato sotto diversi regimi giuridici e finanziari.
Tutti i 28 Stati membri partecipano al programma per il latte nelle scuole e 25 di essi a quello per la frutta nelle scuole (non partecipano: Regno Unito, Finlandia e Svezia).
La normativa concordata dovrà comunque essere approvata formalmente dal Consiglio. Le nuove regole entreranno in vigore dal 1° agosto 2017.

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